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Posts Tagged ‘Comunicazione Sociale’

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Usa solo l’essenziale

giovedì 7 aprile 2011
scritto da vale

Mi piace l’ambient advertising proposta dalla Denver Water, società che gestisce l’acqua nella città americana di Denver in Colorado. “Use only what you need” (Usa solo l’essenziale) è l’headline che senza mezzi termini ci sprona a non sprecare un bene prezioso come l’acqua. E’ un modo come tanti (molto efficace) per attirare la nostra attenzione su problemi che investono la nostra società mondiale. E’ un dato di fatto: l’acqua è un bene comune per tutti. Allora perché sprecarlo? Lo spreco d’acqua dolce potabile è un problema molto attuale. In quest’ultimo secolo la crescita della popolazione mondiale ha conosciuto un’accelerazione mai vista nel corso della storia, di pari passo con l’industrializzazione, quindi della produzione complessiva e dei bisogni dei popoli. Tutto ciò ha comportato un aumento incontrollato del fabbisogno d’acqua. La diamo per scontata. Basta aprire il rubinetto ed eccola che ne fuoriesce. L’acqua, che per la sua scarsità in alcune zone del globo viene anche chiamata “oro blu”, viene usata per scopi differenti: per bere, per cucinare, per lavare i piatti, per fare la doccia, per tirare lo sciacquone. I Paesi industrializzati la usano anche  nell’agricoltura e nelle fabbriche; queste ultime per i vari impieghi la inquina, sprecandola ulteriormente. Quello che  dovrebbe far riflettere nella nostra società è l’andamento fortemente sbilanciato dei consumi. Il consumo giornaliero medio della popolazione dei Paesi in via di sviluppo si aggira sui 20 litri, contro i 213 litri Italiani e i 600 litri Usa con il risultato complessivo di un consumo dell’88% delle risorse idriche da parte dell’11% della popolazione mondiale. Pensiamo al problema in piccolo, pensiamolo relativo al nostro Paese. Quanta acqua consumiamo ogni giorno in maniera responsabile? Nell’Unione Europea Secondo i dati forniti dall’EUROSTAT l’Italia è il Paese con più elevato livello di consumo d’acqua per usi domestici. Dei 213 litri d’acqua potabile consumati quotidianamente solo 3 servono per bere. Come evitare gli sprechi? Se un rubinetto perde 30 gocce al minuto in un anno spreca circa 24.000 litri d’acqua. Chiudendo il rubinetto mentre si insaponano i piatti si risparmiano circa 8 litri d’acqua a volta. Lo stesso vale per lavarsi i denti, preferire la doccia alla vasca da bagno (ricordandosi di chiudere l’acqua quando ci si insapona), lavatrici e lavastoviglie dovrebbero essere usate solo a pieno carico. Sono piccoli accorgimenti che servono a fermare gli sprechi d’acqua, a non privarne chi ne ha più bisogno, a ricordarci che “l’oro blu” è il bene più prezioso che abbiamo ed è da salvaguardare per il bene dell’umanità. Usa solo l’essenziale! Prima che l’acqua si esaurisca definitivamente, chiudiamo il rubinetto.

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La comunicazione su terreno… minato!

martedì 4 gennaio 2011
scritto da admin

Campagna sociale
Mauro Gigli di Sassari e Pierdavide De Cillis di Bisceglie: sono due dei nostri militari morti in Afghanistan.
Mauro e Pierdavide erano due nostri genieri ed il loro sacrificio è avvenuto mentre erano intenti ad una attività di sminamento nei pressi di Herat.
In loro onore e memoria, il tema di questo post sono le mine, quelle terrestri in particolare.
Questi tipi di ordigno sono oggetto da tempo di forti critiche da un punto di vista etico, poiché possono causare vittime civili e continuare a danneggiare la popolazione locale anche molto tempo dopo la fine di un conflitto.
Al fine di sensibilizzare la società, in più Paesi e da organizzazioni governative e non, sono state programmate numerose campagne che hanno enfatizzato i danni subiti da nazioni povere, come Cambogia e Afghanistan, che non sono dotate di mezzi sufficienti a procedere a uno sminamento sistematico, e in cui la presenza di vasti territori minati, oltre a causare vittime umane, contribuisce ad acuire situazioni di crisi sociale ed economica già rilevanti.
CALM (New Zealand Campaign against Landmines) ha programmato su varie riviste l’ennesima campagna: una Bustina di Ketchup, fissata con colla riposizionabile, al centro di una pagina bianca per ricordare la natura orribile e purtroppo quotidiana di vivere in un paese colpito dal flagello dei campi minati.
Quando la bustina viene strappata, si strappa anche il piede di un bimbo: se pensi che il Ketchup che fuoriesce sia di cattivo gusto non preoccuparti… una campagna di sensibilizzazione così, per noi, non ha scadenza!

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