La comunicazione su terreno… minato!

Campagna sociale
Mauro Gigli di Sassari e Pierdavide De Cillis di Bisceglie: sono due dei nostri militari morti in Afghanistan.
Mauro e Pierdavide erano due nostri genieri ed il loro sacrificio è avvenuto mentre erano intenti ad una attività di sminamento nei pressi di Herat.
In loro onore e memoria, il tema di questo post sono le mine, quelle terrestri in particolare.
Questi tipi di ordigno sono oggetto da tempo di forti critiche da un punto di vista etico, poiché possono causare vittime civili e continuare a danneggiare la popolazione locale anche molto tempo dopo la fine di un conflitto.
Al fine di sensibilizzare la società, in più Paesi e da organizzazioni governative e non, sono state programmate numerose campagne che hanno enfatizzato i danni subiti da nazioni povere, come Cambogia e Afghanistan, che non sono dotate di mezzi sufficienti a procedere a uno sminamento sistematico, e in cui la presenza di vasti territori minati, oltre a causare vittime umane, contribuisce ad acuire situazioni di crisi sociale ed economica già rilevanti.
CALM (New Zealand Campaign against Landmines) ha programmato su varie riviste l’ennesima campagna: una Bustina di Ketchup, fissata con colla riposizionabile, al centro di una pagina bianca per ricordare la natura orribile e purtroppo quotidiana di vivere in un paese colpito dal flagello dei campi minati.
Quando la bustina viene strappata, si strappa anche il piede di un bimbo: se pensi che il Ketchup che fuoriesce sia di cattivo gusto non preoccuparti… una campagna di sensibilizzazione così, per noi, non ha scadenza!

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