Green Billboard

E’ estate e il caldo afoso si fa sentire fin dalle prime ore del mattino. Sono le 08.00 e sei incastrato nella solita interminabile coda in tangenziale. Caldo, caos, smog, clacson, automobilisti accanto a te che sbraitano e imprecano contro tutto e tutti. Il sole continua a torturarti in viso. Odore dell’asfalto ribollente sotto l’auto, ansia, fretta, la radio che ti avvisa della viabilità, solito segnale orario, musica che stordisce. Non tira un alito di vento e non ci si muove di un centimetro da almeno mezz’ora. La situazione inizia a farsi insostenibile. Ti manca quasi il respiro, ti senti claustrofobico, e intanto l’inseparabile cellulare squilla ogni 5 minuti. Con nervosismo lo afferri e lo spegni. E’ l’ufficio che ti cerca. Basta! Non ce la fai più, vorresti mollare l’auto lì dov’è e scappare da quell’inferno. Stai scoppiando, senti che stai per mollare, allora tiri su il finestrino, blocchi le portiere, cerchi una stazione radio con musica classica, abbassi lo schienale, accendi l’aria condizionata, chiudi gli occhi… un bel respiro profondo e lasci evadere la tua mente. Ecco, sì ci sei, finalmente. Una leggera brezza ti sfiora i capelli: aria frizzante, profumata, primaverile. sei immerso tra il silenzio e la natura. Il frastuono urbano è sparito. Sei rilassato, stai bene, sei leggero, spensierato. Attorno a te solo erba, fiori e farfalle. In lontananza percepisci degli alberi, ti avvicini sempre più e man mano scopri che si tratta di un bosco. Ma rimani ai suoi limiti e pensi “Ahhhh, se potessi vivere in un ambiente del genere. Lontano da smog, frenesie e baccano!” Improvvisamente riapri gli occhi, la radio ha chiuso le trasmissioni e sei circondato da un’insolita tranquillità. Rimani fermo e ti guardi attorno. Non capisci subito. Tiri su lo schienale, con stupore il traffico è sparito, la tangenziale è deserta.
Il sole si è fatto meno prepotente. Dai un occhio all’orologio e scopri che in pochi istanti è passata circa mezza giornata. Guardi il cellulare, stai per accenderlo, ma lo lasci cadere. Davanti a te una visone.
Un cartellone pubblicitario 6X3 sbuca timido dietro a qualche alberello intossicato dallo smog.
E’ bellissimo. Candido. Sopra c’è stampato qualche albero e recita: “Gli alberi che nascondono questo cartellone sono un problema che non vogliamo risolvere”. Peccato che poi ci sia anche il logo di una marca di automobili. Nulla è perfetto. Sorridi. Forse il mondo che hai sognato fino a qualche istante prima non è poi così lontano.

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